Russia

Usi, costumi e simboli

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Usi, costumi e simboli Forexchange
Se da un lato è vero che alcuni russi possono apparire sgarbati e poco disponibili, o quanto meno guardinghi e riservati nel loro approccio iniziale con gli estranei, dall’altro ‒ una volta stabilito un rapporto di amicizia, sia pure superficiale o fugace come quello che si può stringere con un viaggiatore straniero ‒ sono sempre pronti a offrire la loro ospitalità con una generosità e un calore davvero straordinari.

Ospitalità
Se dovesse capitarvi di essere invitati in una casa russa, preparatevi ad ascoltare i racconti di famiglia e a brindisi a base di vodka davanti a tavole imbandite di ogni ben di Dio, il tutto ripetuto più volte, anche se la famiglia può a malapena permettersi queste spese impreviste.
Questo vale soprattutto lontano dalle grandi città, dove avrete la possibilità di incontrare persone pronte a condividere con voi tutto ciò che possiedono.


Fatalismo e ironia
Fra i tratti più radicati nell’animo russo vi sono una cupa tristezza e una malinconia venata di fatalismo che spesso sono da stimolo per un umorismo impassibile e sarcastico.
Questo aspetto appare evidente soprattutto quando i russi fanno battute e raccontano barzellette su se stessi usando i termini dispregiativi sovok e novy russky (nuovi russi). Il termine sovok (che letteralmente significa ‘paletta per la spazzatura’ ma costituisce anche un gioco di parole, derivando dal termine ‘sovietico’) viene usato per indicare una persona pigra e rozza, che ha conservato la mentalità sovietica (oltre che per descrivere qualsiasi aspetto negativo che ricordi i lati peggiori dell’Unione Sovietica), mentre i novy russky sono oggetto di critica e di dileggio perché considerati disgustosamente ricchi e privi di gusto.


Patriottismo
Una manifestazione della contraddittorietà dell’animo russo è l’atteggiamento nei confronti del loro paese.
I russi amano profondamente la loro terra e sono sempre pronti a tessere le lodi dei grandi contributi offerti dalla Madre Russia alle arti e alle scienze, della lunga e veneranda storia della loro nazione e delle sue innumerevoli bellezze naturali, ma allo stesso tempo non si fanno mai sfuggire l’occasione per sottolineare con altrettanta forza i suoi numerosi difetti e fallimenti.
Nella sua forma più estrema questo patriottismo sfocia in una sgradevole vena di razzismo. Non bisogna però lasciarsi scoraggiare da questo atteggiamento e tenere sempre presente che se è vero che gli stranieri possono essere perplessi sulla natura dell’animo russo, neppure gli stessi russi sono riusciti a farsi un’idea precisa al riguardo.


Passatempi
Uno dei passatempi più diffusi a cui i russi si dedicano quando si trovano nella loro dacia (casa di campagna) è il lavoro nel giardino o nell’orto.
Le famiglie ne approfittano per coltivare ogni genere di ortaggi e di frutta da consumare durante l’inverno. Per abbellire e personalizzare la propria dacia, molti coltivano anche giardini con fiori.
Anche per chi non ha bisogno di avere un orto o un frutteto, un soggiorno nella propria dacia consente di riprendere contatto con la terra e di fare ritorno alle proprie origini, un’esigenza fondamentale per ogni abitante di questo paese.


La banya
Per secoli i viaggiatori stranieri di passaggio in Russia hanno descritto l’insolita tradizione della banya (баня), una pratica igienica simile (ma non del tutto identica) alla sauna.
Ancora oggi questa consuetudine rappresenta per molti russi un importante appuntamento settimanale: non si può dire di conoscere veramente la Russia senza essere mai stati in una banya. Per avere informazioni sulla struttura della banya e sui suoi effetti salutari, vi consigliamo di consultare il sito web www.rusbanya.com/eng.htm.
L’ambiente più importante della banya è la parilka (camera del vapore), dove il calore di una fornace arroventa le pietre, sulle quali si getta acqua servendosi di un mestolo dal lungo manico. In molti casi all’acqua vengono aggiunte alcune gocce di olio di eucalipto o di pino (qualche volta persino di birra), che grazie al vapore sprigionano nell’ambiente un aroma molto gradevole. Dopo il bagno di vapore alcune persone si alzano e iniziano a percuotersi da sole o con l’aiuto di altri con il venik (fascio di ramoscelli di betulla).
Di primo acchito potrebbe sembrare una pratica vagamente sadomasochistica, tuttavia, anche se può provocare un leggero dolore, la sensazione è piacevole e la ‘battitura’ ha un effetto detergente per la pelle. A quanto ci è stato detto, la linfa contenuta nelle foglie di betulla (qualche volta vengono utilizzati rami di quercia o quelli ‒ decisamente più dolorosi ‒ di ginepro) contribuirebbe infatti a liberare l’epidermide dalle tossine.


Calendario
Fino al 1918 le date russe hanno seguito il calendario giuliano, che era indietro di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano (in vigore pressoché ovunque).
Questo è il motivo per cui per i russi il giorno della rivoluzione cade il 25 ottobre 1917, mentre per il calendario occidentale è il 7 novembre. Nel 1918 il nuovo regime sovietico riallineò il calendario, facendo seguire al 31 gennaio 1918 il 14 febbraio (saltando i giorni dal 1° al 13 febbraio).
Il calendario giuliano è ancora usato dalla chiesa russo-ortodossa; per questo motivo il Natale viene celebrato il 7 gennaio invece del 25 dicembre.


Festività nazionali

  • Capodanno 1° gennaio
  • Natale russo-ortodosso 7 gennaio
  • Festa della Patria 23 febbraio
  • Festa Internazionale della Donna 8 marzo
  • Festa Internazionale del Lavoro/Festa di Primavera 1° maggio
  • Giorno della Vittoria 9 maggio (celebra la vittoria della seconda guerra mondiale contro i tedeschi, nel 1945)
  • Giorno dell’Indipendenza Russa 12 giugno (si celebra il giorno in cui la Repubblica Russa proclamò la sua sovranità, nel 1990)
  • Giorno dell’Unità 4 novembre

La festa più importante della Chiesa russo-ortodossa è la Paskha (Pasqua), che si celebra sei settimane dopo la Quaresima, periodo che prevede l’astinenza dalla carne e dai prodotti caseari.
Per questo motivo i piatti tipici pasquali sono molto ricchi, come la tradizionale torta di ricotta (chiamata anche paskha) e il kulich, una focaccia a base di burro aromatizzata con lo zafferano. Entrambi vengono portati in chiesa con un cesto insieme alle uova sode dipinte a colori vivaci per essere benedetti durante il rito pasquale.