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Fino a un recente passato l’Ungheria era considerato il paese dell’Europa orientale che aveva superato nel modo migliore la difficile transizione dal sistema collettivizzato all’economia di mercato, ma nel primo decennio del nuovo secolo le cose si sono complicate, nonostante l'ingresso del Paese nell'Unione Europea (1° maggio 2004).

Per passare dal fiorino all’euro entro il 2010 secondo le regole imposte dall’Unione Europea l’Ungheria avrebbe dovuto ridurre di circa la metà il suo deficit, porre un freno all’inflazione, tagliare drasticamente la spesa pubblica, abbassare i tassi di interesse e mantenere stabile la valuta, ma l'attuale governo non prevede l’adozione dell'euro prima del 2015. Con dati strutturali già di segno negativo (crescita lenta, disoccupazione e inflazione elevate), la crisi dei mercati finanziari mondiali del 2008 colse l’Ungheria in una posizione estremamente vulnerabile.
Dopo fitti negoziati, il governo chiese aiuto alla Commissione Europea e al Fmi e l’Ungheria divenne il primo stato membro dell’Unione a essere salvato, con un contributo di 25 miliardi di dollari, in cambio di una politica basata su una rigida austerità, che contribuì alla vittoria elettorale, nel maggio 2010, dei conservatori guidati da Viktor Orbán, a forte orientamento nazionalista anche in campo economico. Il paese continua ad attirare numerosi investimenti stranieri diretti, che però hanno il loro prezzo.
Le aziende straniere tendono a trasferire i loro cicli di produzione in Ungheria perché la forza lavoro è considerata flessibile, competente, con un alto livello di istruzione e relativamente poco costosa.

Ecco alcune linee guida che potrebbe tornarvi utile tenere a mente nel relazionarvi con gli ungheresi per motivi di lavoro:

  • Nelle relazioni d’affari è più opportuno rivolgersi alle persone con il loro titolo e il cognome: gli ungheresi ci tengono a rispettare l’etichetta e si aspettano che i loro interlocutori facciano altrettanto. 
  • Essere introdotto da qualcuno che vi conosce può aiutare, ma gli ungheresi sono aperti all’internazionalità e non richiedono una conoscenza di lunga data per accettare di fare affari.
  • Non presentatevi mai senza appuntamento, e fissatelo almeno due giorni prima. Spesso è difficile ottenerne uno il venerdì pomeriggio e tra metà luglio e metà agosto, così come tra metà dicembre e metà gennaio.
  • In ogni occasione sociale la puntualità è presa molto seriamente. Se siete in ritardo avvertite immediatamente per telefono e offrite una spiegazione convincente. È considerato molto scortese cancellare un incontro all’ultimo momento, e potrebbe compromettere la vostra relazione di affari. 
  • La socializzazione è una parte importante delle trattative d’affari. Preparatevi a ricevere molti inviti a tavola e a eventi culturali; se ne avete la possibilità ricambiate. 
  • I primi incontri servono a fare conoscenza, per capire se siete affidabili, per cui la conversazione non affronterà subito l’oggetto del business, e comunque non siate voi a introdurlo.
  • Gli ungheresi preferiscono d’altronde gli incontri faccia a faccia rispetto allo scambio di lettere, e negli incontri sono molto diretti, non amano eufemismi o divagazioni e si aspettano che voi facciate lo stesso, rivelando che cosa pensate davvero. Spesso utilizzano storielle, aneddoti e barzellette per arricchire le loro argomentazioni. Cercano il contatto degli occhi come indicatore di sincerità e ritengono che le persone che non li guardano direttamente mentre parlano abbiano qualcosa da nascondere.
  • Siate flessibili rispetto alla vostra agenda, accettando eventualmente di prolungare la discussione ad altra occasione. Le trattative con gli ungheresi procedono senza fretta e si concludono solo dopo diversi momenti dedicati a mangiare, bere e divertirsi. Gli ungheresi sono abili negoziatori, amano i dettagli e vogliono capire tutto per bene prima di firmare un contratto, che è considerato un’affermazione di intenti e ci si aspetta possa essere adattato se le circostanze cambiano. Evitate comportamenti rigidi e tattiche aggressive.
  • L’abbigliamento negli affari è formale e tradizionale: uomini in abito scuro con camicia bianca e cravatta; donne con tailleur o altro vestito elegante, con qualche accessorio di qualità. Non toglietevi la giacca senza che siate stati invitati a farlo.
  • I biglietti da visita vengono scambiati senza troppe formalità. Su uno dei due lati mettete la traduzione in ungherese, con il cognome prima del nome, secondo l’uso ungherese. Non dimenticate di indicare il vostro titolo universitario e la data di fondazione della vostra azienda.