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ungheria usi costumi
Usi, costumi e simboli Forexchange
Seguendo una pratica poco comune, gli ungheresi indicano sempre prima il cognome e poi il nome di battesimo.

NOME E COGNOME
Per esempio, volendo un po' giocare con le traduzioni, John Smith non sarà mai János Kovács ma Kovács János, mentre Elizabeth Taylor sarà Szabó Erzsébet. Anche la maggior parte dei titoli segue questo modello: il signor John Smith sarà Kovács János úr. Molte donne ungheresi seguono l’usanza di assumere il nome completo (e non solo il cognome) del marito. Se Elizabeth Taylor fosse sposata con John Smith, sarebbe Kovács Jánosné (ʻsignora John Smithʼ) o – abitudine sempre più diffusa tra le donne in carriera – Kovácsné Szabó Erzsébet (ʻElizabeth Taylor signora Smithʼ).


CITTÀ E CAMPAGNA
Più dei due terzi degli ungheresi vivono in città, ma spesso hanno mantenuto qualche legame con la campagna, magari grazie alla proprietà di una casetta situata in una regione vinicola. Alcuni possiedono un più ambito nyaralóház (cottage estivo) affacciato sul lago. Durante la szüret (vendemmia) molti ungheresi se ne vanno in collina e spesso partecipano a un disznótor, un evento che prevede l’uccisione di un maiale seguita da una grande festa.


OMOSESSUALITÀ
La vita degli omosessuali ungheresi si concentra soprattutto nelle città ed è poco visibile in campagna, in quanto sia la comunità gay sia quella lesbica mantengono un profilo molto basso al di fuori di Budapest. Dal 2009 l’Ungheria consente la registrazione delle coppie omosessuali come coppie di fatto (bejegyzett élettársi kapcsolat), una legge che riconosce a coppie dello stesso sesso quasi tutti i benefici del matrimonio tranne l’adozione.
Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è però proibito dalla Costituzione ungherese, che è stata riscritta nel 2011 dall’attuale governo.


I ROM
Il numero ufficiale dei rom (che vivono in Ungheria da almeno cinque secoli) è pari all’1,9% della popolazione (cioè meno di 200.000 persone), anche se alcuni ritengono che in realtà sia di due volte superiore. Pur essendo per tradizione un popolo nomade, in epoca moderna i rom si sono in gran parte stabilizzati, e lavorano come fabbri e stagnini ambulanti, commercianti di bestiame e di cavalli e musicisti.
Cronicamente disoccupati e duramente colpiti dalla recente recessione economica, i rom sono disprezzati e spesso presi come capro espiatorio per tutto ciò che non va per il verso giusto in alcune regioni del paese, dall’aumento della piccola criminalità e della prostituzione alla perdita del lavoro. Con ogni probabilità rimarrete colpiti sentendo ciò che dicono dei rom e del loro stile di vita anche gli ungheresi più istruiti e cosmopoliti.


RELIGIONE
Gli ungheresi tendono ad avere un approccio alla religione molto più pragmatico rispetto alla maggior parte dei paesi confinanti e alcuni sono arrivati al punto di sostenere che questo scetticismo generalizzato sulle questioni religiose abbia contribuito al raggiungimento dei grandi successi dell’Ungheria in campo scientifico e matematico. Fatta eccezione per i villaggi e le festività più importanti (Pasqua, l’Assunzione di Maria Vergine e Natale), le chiese non sono mai particolarmente affollate.


TRADIZIONI POPOLARI
In Ungheria la cultura tradizionale sta lentamente scomparendo. Infatti, fatta eccezione per il festival Busójárás di Mohács, Farsang e gli altri carnevali si festeggiano ormai solo con balli e feste private. La consuetudine di lanciare acqua o profumo sulle ragazze il lunedì di Pasqua viene ormai rispettata quasi soltanto nel villaggio di Hollókő, anche se la tradizione natalizia del Betlehemzés, che vede ragazzi e giovani uomini portare di casa in casa modellini di chiese che contengono una mangiatoia, sopravvive in alcune zone di campagna.