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In società: relazionarsi con i cechi Forexchange
I cechi sono spesso spesso formali e riservati nei modi e negli approcci: per esempio, difficilmente ci si rivolge a uno sconosciuto per strada o su un mezzo di trasporto pubblico, e anche quando si sviluppano relazioni personali più strette non si tingono mai di emotività eccessiva.

Ci si rivolge per nome solo alle persone della cerchia familiare e agli amici più intimi, anche se i toni sono sempre assai cortesi.
D’altronde, rispetto agli altri slavi, dal carattere più passionale ed esuberante, i cechi risentono dell’influenza tedesca e sono di indole generalmente introversa. Il ceco, a un primo contatto, può quindi apparire freddo e talvolta scortese; è un’impressione che non deve comunque trarre in inganno, poiché questo comportamento è da definirsi più propriamente di diffidenza, soprattutto nei confronti degli stranieri, dovuto anche a decenni di isolamento.
Se chiedete a un ceco se parla inglese, potrà rispondervi che non lo parla affatto anche se lo conosce discretamente: non è mancanza di buona volontà, ma piuttosto una forma di timidezza, e spesso dopo aver ‘rotto il ghiaccio’ ci si rende subito conto di trovarsi di fronte a un interlocutore affabile e di buona conversazione.
Le possibilità di successo per entrare in buona confidenza con i cechi miglioreranno ulteriormente se vi rivolgerete a loro con qualche frase nella loro lingua: se poi avrete delle basi di ceco non disprezzabili, desterete in loro curiosità, ma anche rispetto e ammirazione.


INVITI

Se siete invitati a casa di qualcuno, siate puntuali e aspettatevi di essere trattati con ossequio e rispetto. È considerato segno di buona educazione quando si entra in una casa ceca fare almeno il gesto di togliersi le scarpe: l’uso locale infatti è quello di mettersi in pantofole anche se non si è a casa propria (un’abitudine consueta addirittura in ufficio!). Il padrone di casa a questo punto potrà dirvi che potete tenere le scarpe, oppure vi potrà offrirà un paio di pantofole, scelte fra le tante che campeggiano negli ingressi di tutti gli appartamenti cechi, messe lì proprio per gli ospiti.

A tavola le norme di comportamenteo sono abbastanza formali: non sedetevi fin quando la padrona di casa non vi indica il posto; non accettate la seconda portata dello stesso piatto la prima volta che vi viene offerta: attendete che il vostro ospite insista, e complimentatevi per la qualità del cibo, permettendo alla padrona di casa di parlare della sua preparazione. Se siete invitati a cena, non trattenetevi troppo a lungo: le 22 sono un’ora consona per congedarsi.

Un consiglio sugli argomenti di conversazione: non discutete di affari in un contesto ‘familiare’: i cechi tendono a separare lavoro e vita privata.

REGALI

Se siete invitati a cena portate una scatola di cioccolatini di buona qualità o dei fiori (rigorosamente in numero dispari), o ancora una bottiglia di vino buono o un buon brandy. In generale, rispetto ai doni floreali bisogna prestare un po’ di attenzione perché le persone sopra i 35 anni attribuiscono ai fiori una connotazione romantica; le calle sono considerati un fiore da funerale, un pò come i cristantemi: regolatevi di conseguenza! Solitamente eventuali doni vengono aperti al momento della consegna.

GESTUALITÀ

Coerentemente con il loro carattere riservato, i cechi difficilmente si lasciano andare a pacche sulla spalla o atteggiamenti fisici così come si vedono abituamente nei paesi mediterranei, e la forma di contatto più usata è una lunga stretta di mano, sia quando ci si incontra sia quando ci si accommiata.

SALUTI E CONVERSAZIONI DI BASE

Il saluto iniziale è sempre formale e discreto.
Di solito ci si stringe la mano guardando negli occhi chi si ha di fronte, pronunciando la formula di saluto adatta al momento della giornata. Chiamate una persona solo per cognome e non lasciatevi andare a modi più informali finché non siete invitati a farlo, iniziativa che di solito viene presa dalla donna, dalla persona più anziana o di status sociale più elevato. Se lo fate di vostra iniziativa rischiate di offendere l’interlocutore.

I cechi si salutano con un dobrý den (buongiorno) o con un na shledanou (arrivederci) in qualunque situazione, entrando o uscendo da un caffè, un negozio o uno scompartimento di un treno o anche in un vagone open space quando ci si siede vicino a qualcuno, entrando in un ascensore o sedendosi a un tavolo comune in un pub, anche tra perfetti sconosciuti.

LA DONNA NELLA REPUBBLICA CECA

Durante il regime socialista, che ebbe fine con la Rivoluzione di Velluto del 1989, le donne cecoslovacche erano fortemente incoraggiate a entrare in un mondo del lavoro che annullava ogni forma di creatività e competitività produttiva.
L’ideale di emancipazione femminile promulgato dal regime era basato sul modello della donna russa, per cui le vere donne cecoslovacche dovevano essere in grado di lavorare in ogni campo ed essere politicamente e socialmente attive, senza però dimenticarsi di essere buone mogli e madri.
Questo ideale scaricò sulle spalle delle donne sia il peso delle responsabilità professionali sia di quelle famigliari, producendo allo stesso tempo altissimi livelli di stress ma anche una sorta di sensazione di onnipotenza. Una ‘normale’ donna cecoslovacca lavorava come operaia qualificata, preparava due sostanziosi pranzi al giorno, cresceva i figli, era in grado di rimediare vestiti di foggia occidentale al mercato nero e di cucire per sé un abito secondo la moda occidentale ricavato da una rivista di moda russa, si svegliava alle 4 di mattina e si metteva in coda per i generi di prima necessità. Con la fine del regime totalitario la donna si sentì finalmente libera di abbandonare i lavori pesanti per ritirarsi a fare la vita domestica che le era stata preclusa. La conseguenza fu che, come in altri paesi socialisti, non si assistette alla nascita di un movimento femminista aderente alle istanze di quelli che stavano nascendo nell’Europa occidentale. 

Oggi la situazione è sensibilmente cambiata: le donne mediamente hanno un grado di istruzione più alto e possono ambire a lavori più qualificati, anche se la sfera dirigenziale rimane di dominio maschile, mentre quella domestica rientra nelle competenze femminili (in media le donne hanno il 40% in meno di tempo libero degli uomini). Esiste ancora nel pensiero comune un’ideale immagine della donna di stampo maschilista difficile da sradicare, ma anche in questo paese la situazione si sta evolvendo. La českà žena (la donna ceca) è ora indipendente e non tollera che vengano posti dei paletti alla sua libertà. Non aspettatevi, dunque, di vederla dietro ai fornelli che si occupa delle faccende di casa e che esce raramente.

INCONTRI E RELAZIONI DI COPPIA

Il galateo degli incontri nella Repubblica Ceca prevede comportamenti piuttosto tradizionalisti: per gli uomini è normale aiutare una donna a indossare il cappotto, offrirle una sedia, lasciarla entrare per prima e aprirle la porta.